28 gennaio 2013


Il mese scorso, da lunedì 10 a venerdì 14 dicembre, Riccardo Bertoncelli ha raccontato la storia di Soft Machine e Robert Wyatt a Birdland, sulla Rete Due della Radio Svizzera. Le cinque puntate ora si riascoltano in http://tinyurl.com/birdland-rwsm

"Soft Machine furono uno dei gruppi più influenti del jazz-rock e del progressive inglese fra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70. Usciti fuori dal circolo dei college inglesi, in particolare dalla fertile scena artistica di Canterbury, il loro nome – in italiano La macchina morbida - era preso a prestito da un omonima novella di Williams Burroughs dei primi anni ’60. Il loro sound in gran parte elettrificato, con la presenza di improvvisazione jazzistica e di elementi di psichedelìa, con l’uso stralunato e spiazzante delle voci, contribuì ad aprire le porte a nuove e coraggiose tendenze della musica dell’epoca. Tra le figure di maggior spicco dell’ensemble ricordiamo il membro fondatore - cantante e chitarrista - Daevid Allen (che lasciò il gruppo ben presto) e certamente il batterista (e pure lui cantante) Robert Wyatt, che proseguì ad un certo punto la sua carriera in solitaria, non senza prima aver dato il suo contributo essenziale alle fortune della band.
Riccardo Bertoncelli, vero specialista in materia, ci racconta in questo suo ciclo di Birdland le storie parallele del gruppo e dello stesso Wyatt."

http://tinyurl.com/birdland-rb

E a proposito di Wyatt oggi: happy 68!