04 febbraio 2015



Se n'è andato pochi giorni fa all'età di settantotto anni John 'Hoppy' Hopkins, nome tra i più importanti della controcultura inglese degli anni sessanta, attivista e promotore di iniziative ed eventi che segnarono in modo indelebile la stagione psichedelica londinese tra Free School, ITTechnicolor Dream, l'epopea dell'Ufo Club e i vertiginosi esordi di Pink Floyd e Soft Machine. Hopkins fu anche fotografo, e successivamente pionieristico videomaker, ritraendo in modo indimenticabile i campioni del rock, del jazz e del blues di quell'epoca, le marce pacifiste, le proteste degli afroamericani, i poeti beat, i drogati e gli invisibili ai margini della società. Un bell'album con molti suoi celebri scatti è From the Hip, pubblicato in Italia da Damiani editore nel 2008, con i saggi degli amici e confratelli Joe Boyd, Barry Miles, Val Vilmer e Addie Vassie.

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