24 settembre 2015


Se ne è andato pochi giorni fa all'età di settantasette anni il flautista e sassofonista Ray Warleigh, figura conosciuta e stimata sulla scena britannica del blues e del jazz fin dagli anni sessanta, con lunga consuetudine di lavoro con Alexis Korner, Tubby Hayes, John Mayall e Charlie Watts, ma anche con Dusty Springfield, Marianne Faithfull, Stevie Wonder e Mike Oldfield, e in anni recenti spesso a fianco di Tony Marsh e Hannah Marshall in ambiti più free. Voce forse di non grande spicco con i Soft Machine di Bundles Land of Cockayne, ma tra le più liriche di Metropolis (Mike Westbrook) e di Bryter Layter (Nick Drake). Lo ricorda l'amico e collega Geoff Castle dagli spazi di LondonJazz: "Ray was a true improviser, a master of melodic invention. Some of my favourite recordings with Ray were the free tracks that we used to improvise in the studio with Paz on the early albums such as The Buddha, Where is Ron and The Horrors. His flute and piccolo playing was also absolutely beautiful. Ray was a wonderful person to know as a friend and an inspiring player to work with."