25 maggio 2018


Presso la svizzera Hat Hut si possono già sbirciare i contenuti dell'imminente nuovo album di Mike Westbrook Starcross Bridge, previsto per fine estate, più o meno quando anche la tedesca Enja svelerà quel che del Nostro tiene in serbo. Nel frattempo l'omaggio a Lou Gare sta conquistando i cuori, non ultimo quello di Richard Williams, che ne scrive presso The Blue Moment: "There was a special magic about Lou Gare’s saxophone playing, as many people rediscovered when going back to his slender discography on hearing of his death towards the end of last year, at the age of 78. Now Mike Westbrook, in whose bands Gare played in the 1960s and again in recent years, has done us an enormous favour by assembling and releasing a CD containing nine examples of his mature playing in latter-day concert and club performances with the Uncommon Orchestra."

http://www.hathut.com/hatology-754
http://www.westbrookjazz.co.uk/mikewestbrook/lou_cd.shtml
https://thebluemoment.com/2018/05/22/lou-gare-a-souvenir

24 maggio 2018


Franco Fabbri e Mirko Puglisi presentano questa sera in forma di prova aperta Radio Sessantotto (Una radio che non esisteva) a Milano presso La Casa di Alex. In programma musiche di Stormy Six, Enzo Jannacci, Paolo Conte, Paolo Pietrangeli, Léo Ferré, Beatles, Rolling Stones, The Kinks, Bob Dylan, David Bowie e altri. Radio3 Suite ne ospita in queste settimane una estesa versione radiofonica in quattro puntate.

"Radio Sessantotto: una radio che non esisteva. Quante volte abbiamo pensato: “Ah, le canzoni degli anni Sessanta: belle, semplici, trascinanti. Se avessimo oggi delle canzoni così!” E il sottinteso è che se qualcuno fosse ancora capace di farne, di canzoni come quelle, il mondo sarebbe diverso. Fausto Amodei, uno dei primi e più fecondi cantanti e autori politici italiani, scriveva in una sua canzone del 1960, a proposito della chitarra che gli era stata rubata: “... era alle volte estremista, e la sua grande ambizione era di accompagnare la musica della rivoluzione.” Sì, molti – non solo la chitarra “rapita” di Amodei – hanno avuto quell’ambizione. Ma forse le cose non stanno proprio in quel modo. Ce ne siamo accorti lavorando sulle canzoni del 1968, stabilendo innanzitutto il principio di scegliere canzoni che fossero in vita in quell’anno, o poco prima, o poco dopo, escludendo quindi di disperderci nel decennio del “lungo Sessantotto”. Abbiamo poi pensato di lavorare su canzoni appartenenti a generi diversi e a diverse culture, includendo non solo canzoni politiche e inni di piazza, ma anche la produzione pop-rock, i cantautori, la chanson à texte. Ci siamo immaginati un contenitore “impossibile”, contro la realtà storica, una radio che nel 1968 trasmettesse tutte quelle cose, una in fila all’altra: perché allora le radio di Stato non avrebbero mai trasmesso le canzoni politiche, e le stazioni pirata (che diffondevano il pop-rock) non avrebbero messo in onda le canzoni di Paolo Conte (all’epoca un autore sconosciuto) o di Léo Ferré, e tantomeno di Paolo Pietrangeli. Così è nata la scaletta del nostro concerto. E man mano che cercavamo di riappropriarci di quelle canzoni, di farle nostre, ci siamo resi conto che erano accomunate da una strana vibrazione, che percorreva (e tuttora percorre) canzoni d’amore affettuose o desolate, canzoni battagliere, pezzi agitati o sognanti ai confini (mobili, soprattutto nel 1968) fra pop e rock. Perché, abbiamo concluso, non sono le canzoni che fanno la rivoluzione, ma è la rivoluzione che fa le canzoni."

23 maggio 2018


Con emozione - e comprensibile cautela - Steve Feigenbaum torna ad annunciare nuove pubblicazioni per Cuneiform Records, due creazioni gemelle frutto della creatività del trio Thumbscrew (Michael Formanek, Tomas Fujiwara e Mary Halvorson): Ours e Theirs.

"Here's something that I genuinely thought I would never say again: Below are two new Cuneiform releases. These two releases represent my trying find a balance between the ability to keep doing something I think I am very good at (curating a world-class record label of indefinable, cutting edge music and paying musicians what they are owed) with something that is no longer possible in today's music business environment: not losing gobs of cash while doing so. But my wonderful staff is now my former wonderful staff, and my expenses are reduced; it's just me doing it all now. So while Cuneiform can no longer do what we used to do, I am hoping to find a workable balance between the extremes and still do something to help bring great music into the world. Without going broke. We'll see. That's why I am sticking two toes (or thumbs, if you prefer) back in the water. Regardless of how it goes, I want to publicly acknowledge my deep gratitude towards the many of the folks who we worked with over the decades, who called up or wrote to offer words of wholehearted appreciation and / or encouragement when I really needed it. And very specifically to thank Michael, Tomas and Mary who went very much out of their way to lure me back in and make me feel that Cuneiform could still be useful and that I could still be useful too."

Thumbscrew demonstrates their unique collective musical vision in contrasting but complementary ways on two exciting new CDs. Ours and Theirs are the first to be released on a newly revamped Cuneiform Records, just returning from a hiatus. Comprised of longtime collaborators Michael Formanek, Tomas Fujiwara, and Mary Halvorson, Thumbscrew is a true collaborative effort with all three members contributing at an equal rate both in terms of composition and improvisation.

http://www.cuneiformrecords.com
https://cuneiformrecords.bandcamp.com